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Il paesaggio irlandese e le tracce della preistoria



Scritto con Stefano Zapperi



L’idea che abbiamo di uomo preistorico è spesso quella di un uomo con la clava,  rozzo, peloso, ancora molto ignorante e incapace di avere pensieri profondi. Certo non c’è ancora stata la civiltà! Seguiteci in questo percorso e ne vedrete delle belle.

Siamo stati due settimane in Irlanda, la patria principalmente della Guinness, della musica irlandese, della pioggia e della preistoria.

La birra è la bevanda nazionale di tutti i popoli nordici ma ognuno di questi fa la sua e tutti si contendono tra loro il primato della birra più buona. Bene, la Guinness sembra effettivamente molto più buona in Irlanda rispetto almeno a quella che si beve Italia. Perché? E’ un mistero, c’è chi dice l’acqua, chi lo sballottolamento delle lattine, chi il deposito della schiuma. Non sappiamo. Comunque è un’esperienza. La trovate ovunque e viene bevuta in qualsiasi momento della giornata alle ore più improbabili come fosse acqua.

La musica irlandese a noi è sembrata a volte un po’ ripetitiva e spesso proposta ad uso dei turisti. D’altronde dopo una buona dose di birra le tonalità ad esempio dei Dubliners cominciano ad acquistare un senso più compiuto.

La pioggia è endemica, almeno in agosto e questa estate. Vi svegliate pensando che sarà una bella giornata ma vi trovate a metà mattinata con nuvoloni che si addensano sempre di più e qualche goccia, quindi una breve schiarita per ora di pranzo e poi probabilmente pioggia ancora. Talvolta il risveglio è direttamente con la pioggia. La campagna irlandese si svolge davanti a voi con dossi, colline, prati, mentre la strada sale e scende seguendo ogni curva del paesaggio. Percorsi un buon numero di chilometri ci siamo resi conto che qualcosa non tornava: mancavano completamente gli alberi! E' certamente vero che l'Irlanda è verde ma è un verde privo di alberi. Boschi e foreste sono completamente assenti, e quando si incontrano sono molto deludenti. Spesso si tratta infatti di distese di abeti che crescono in file regolari per opera del rimboschimento. L'Irlanda, a quanto pare, anni fa era completamente ricoperta da foreste che sono state via via tagliate per far posto all'agricoltura e soprattutto ai pascoli. Ovunque siamo stati a passeggiare, lo abbiamo fatto in compagnia di pecore al pascolo e qualche volta anche di mucche, muli e cavalli (attenzione a dove si mettono i piedi!). Inoltre l'erba che cresce in Irlanda molto spesso ricopre uno spesso strato torba, formatasi nei secoli da sedimenti organici. Scavando nelle torbiere per estrarne il combustibile si sono ritrovate le cose piu' incredibili, come enormi mucchi di gioielli d'oro risalenti all'età del bronzo o addirittura dei corpi vecchi di migliaia di anni in perfetto stato di conservazione.

Nell’insieme l’Irlanda è un paese piuttosto uniforme con qualche punta interessante ma il grosso problema è che noi veniamo dall’Italia dove ci sono le spiagge, il sole e il buon cibo, tutte cose ovvie ma vere! Eppure questo viaggio è stato molto affascinante perché in Irlanda ci sono importantissimi ritrovamenti di epoca preistorica che aprono una breccia su questo oscuro periodo facendo vacillare qualche certezza di troppo.

Abbiamo visitato posti bellissimi di epoca neolitica, quali Newgrange-Knowth -Dowth e il complesso di Loghcrew come potete vedere da qualche foto che abbiamo allegato di seguito. Su delle dolci colline si trovano degli enormi tumuli, che si pensa fossero usati come osservatori astronomici, con uno o più corridoi orientati verso un certo evento astronomico di rilevo. Questi terminano poi in una camera con in fondo una pietra, spesso disegnata. Come avete potuto capire, il paesaggio irlandese, sempre piuttosto monotono con prati, mucche e poco altro, è ogni tanto inframezzato da queste enormi costruzioni, dall’aspetto imponente e dall’apparenza misteriosa (figura 1).


Figura 1.
Newgrange

Deve essere spettacolare al solstizio di inverno, il giorno più corto dell’anno, vedere la luce entrare nella camera di Newgrange e colpire la pietra che si trova al termine del lungo corridoio. E’ impressionante pensare che per ottenere questo gli uomini primitivi  abbiano avuto la forza e la capacità di costruire architetture così imponenti, utilizzando pietre megalitiche come si può vedere da questo corridoio di Knowth (Figura 2).


Figura 2. Knowth

Inoltre i costruttori hanno progettato il corridoio in pendenza per far in modo che la luce illuminasse un punto determinato della camera.

Forse è un caso unico? Non crediamo, anche perché Knowth ha addirittura due corridoi nella costruzione principale e varie altre costruzioni collaterali con vari corridoi tutti orientati  probabilmente in relazione al ciclo lunare.

Queste costruzioni sembrano riportarci ad un epoca remota che fatichiamo a capire perché troppo lontana da noi. Pensiamo a quante poche cose conosciamo della nostro passato, anche perché è difficile reperire dati e datarli in maniera precisa! E questo ci porta a Loghcrew che mancando di ritrovamenti organici non è possibile datate se non indirettamente per via dei disegni sulle pietre e di qualche altro indizio. L’archeologo-guida, che ci ha fatto visitare questo sito, sosteneva che fosse più antico di Newgrange. Anche il complesso di ritrovamenti di Loghcrew si trovano su colline adiacenti come per il complesso della valle del Boyne (Newgrange-Knoth-Dowth) (Figura 3).


Figura 3. Complesso di Laughcrew.

In particolare è possibile visitare con guida il tumulo T del complesso orientale in cui si trova una magnifica camera cruciforme con in fondo un enorme monolito disegnato. Come a Newgrange, al solstizio d’inverno la luce entra nella camera e illumina prima il primo simbolo a sinistra (freccia) poi scende in diagonale fino al corrispondente simbolo in basso a destra (Figura 4).


Figura 4. Loughcrew: la pietra disegnata che si trova in fondo alla camera del tumulo.

Non è affascinante!!??  Un popolo preistorico che guardava il cielo, osservava, faceva calcoli, spostava pietre enormi (anche solo questo è incredibile). Perché? Non sappiamo se mai si capirà il vero significato di queste magnifiche costruzioni, ma ci fanno entrare in un mondo talmente lontano e misterioso che è come camminare sulla luna! L’altro aspetto che ci ha interessato è il numero di queste costruzioni, che si trovano in luoghi scelti con attenzione e con un significato e una progettazione unitaria.

Nelle età successive come nell’età del bronzo queste strutture imponenti si perdono. Il sito di Loch an Duin è infatti in parte diverso dagli altri perché non vi sono tumuli imponenti o grandi tombe a corridoio e forse per questo è abbastanza trascurato dalle guide. Si tratta di una valle glaciale chiusa, con un lago alimentato da una cascata e circondato da una serie di tracce della presenza umana. Vi si trovano capanne e muretti di pietra, una tomba a cuneo, alcune pietre verticali e un’isola fortificata. L’aspetto più intrigante è che questi muretti e capanne di pietra di difficile datazione si sono continuate a costruire allo stesso modo dalla preistoria ad oggi e l’Irlanda ne è piena. Si sono potuti associare all’età del bronzo alcuni muretti seppelliti dalla torba, ma tutti gli altri a quando risalgono? Nella valle inoltre sono stati identificati molti “fulacht fiadh” o siti di cottura. Si tratta di depressioni nel terreno circondate da pietre che sono state interpretate dagli archeologi come vasche per bollire il cibo, riscaldando l’acqua con dei sassi arroventati. Noi non siamo sicuri di averli identificati, ma la cosa ci ha fatto comunque riflettere. L’uomo primitivo nella nostra visione naif mangia carne arrostita se non addirittura cruda. Si tratta di un selvaggio e come tale più vicino agli animali che certo non perdono tempo con la cucina. E’ quindi interessante invece scoprire come già nella preistoria ci si ingegnasse a cucinare in un modo così sofisticato. Infine anche Loch an Duin ha il suo allineamento: una pietra piatta e appuntita è rivolta verso la cima del monte Brandon, una delle montagne più alte di Irlanda (neanche 1000m!), da dove tramonta il sole. C’è chi dice però che questa sia una leggenda e che la pietra sia stata più volte spostata. Sicuramente l’allineamento è molto difficile da stabilire visto che il monte Brandon è perennemente ricoperto dalle nubi! (figura 5, 6).


Figura 5. La valle di Loch an Duin. Intorno al lago si trovano costruzioni che vanno
dalla preistoria ad oggi.


Figura 6. L
a leggenda vuole che questa pietra sia allineata con la cima  del monte Brandon!


Nonostante il tempo inclemente in Irlanda ci siamo divertiti ma abbiamo scoperto che i megaliti crescono anche in Sardegna……….!

Per inciso tutte le foto le abbiamo scattate noi.



Pubblicato il 18/9/2006 alle 13.57 nella rubrica viaggi.

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