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19 marzo 2007

“The Economist” e il cibo: meglio la grande distribuzione!!


L’industria alimentare è sicuramente un grande affare.
Ci siamo sempre più convinti che sapere cosa si mangia è meglio che non saperlo ed ecco arrivare prodotti con il marchio “agricoltura biologica”. Ma non basta. Forse possiamo aiutare i paesi poveri comprando prodotti equo-solidali ed ecco che questo commercio, nato con un nobile fine, pare diventato un’interessante fonte di guadagno delle solite multinazionali come la Nestlè!
Ma nonostante tutto, “The Economist” non mi convince. Che sia meglio la grande distribuzione ai prodotti dell’agricoltura biologica è tutto da dimostrare e la tesi che sia meglio perché l’agricoltura biologica porta ad un impiego maggiore di terra non mi convince per niente! I pesticidi non impoveriscono la terra? E la salute? Mi chiedo come mai un’illustre giornale come “The Economist” si preoccupi così tanto di convincerci a tornare alla vecchia grande distribuzione. E se la posta in gioco fosse molto alta e il guadagno interessante? Mi sento invece di tornare al dettaglio, di comperare l’olio direttamente dal produttore, il formaggio dalla fattoria!! Anche in una grande città come Milano è possibile ed esistono piccole fattorie a ridosso della città che se pur non ci garantiscono un’assenza assoluta di inquinamento almeno ci garantiscono la freschezza e la qualità e anche, perché nò, la simpatia e la semplicità dell’acquisto dal contadino!!!




permalink | inviato da il 19/3/2007 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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