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5 febbraio 2007

Quando nasce la vita? Riflessioni da un incontro sulle cellule staminali embrionali umane



Qualche giorno fa ho partecipato ad un incontro scientifico-divulgativo organizzato da uniStem (Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università degli Studi di Milano) organizzato dalla Prof. Elena Cattaneo. Accanto ad una parte scientifica volta a far capire lo stato dell’arte sulle cellule staminali embrionali è stato invitato Maurizio Calipari della Pontificia Accademia Pro Vita. Alcuni aspetti emersi dalla discussione mi sembra siano interessanti da puntualizzare come riflessione generale.

E’ chiaro che un teologo moralista non può essere convinto dalla scienza che le cellule embrionali servono e che forse regolamentando bene il tutto possiamo essere utili alla società nella sua interezza. La scienza come ha detto bene Calipari è autosufficiente. Perché allora invitarlo ad un incontro più tecnico? Forse perché se non si cerca di aprire il dialogo si è accusati di ostracismo e intransigenza ma non perché si pensi di giungere ad una qualche risoluzione comune. Si parte da un dogma inviolabile: la vita è inviolabile e l’embione è vita. Si giustifica perché utile per l’uomo (un po’ ipoticramente aggiungo io) l’uso di embrioni animali ma non di quelli umani. Paradossalmente sono d’accordo con Calipari, dal mio punto di vista l’embrione è un essere vivente ed è stupido porsi la domanda da quando considerarlo vita, ma purtroppo la questione è un'altra.

Calipari diceva che la scienza ha come fine ultimo il benessere e quindi si autogiustifica senza porsi domande che un teologo o comunque un bioeticista si deve porre. Non sono d’accordo. La scienza continuamente si interroga su dove sta andando e perché e se è giusto. Non c’è bisogno di un controllo esterno perché lei stessa si pone questi problemi senza alcun obbligo teologico o religioso. E’ libera da ogni vincolo molto più di qualsiasi religione perché questa per definizione si deve porre alcuni limiti e regole dogmatiche che non può discutere. La scienza può cambiare parere se la natura dimostra che ha sbagliato, il religioso o credente non può. La scienza si lascia tutte le possibilità aperte, il religioso non può e dice che non sempre il fine giustifica i mezzi. Il religioso può dire che usare gli embrioni umani è usare una vita umana anche se per fini nobili ma in realtà pone la questione in modo da non lasciare libertà di giudizio, non dice di cosa stiamo parlando. Embrioni sovranumerari congelati che ragionevolmente nessuno impianterebbe mai in una donna desiderosa di un figlio. Nessuno pensa ad un uso indiscriminato di embrioni o ad un traffico illecito. Nessuno tanto meno uno scienziato. Io non ho mai usato embrioni umani e visto la ricerca che faccio difficilmente si porrà questo problema, quindi il mio discorso non è ipocrita. Mi posso considerare super-partes. Il problema è che viviamo in uno stato sulla carta laico ma che poi è costretto a venire a patti con la religione o con le religioni senza considerare il benessere dell’uomo, un paese in cui essere laici è difficile se non impossibile. Io stessa che sono laica sono contraria all’uso indiscriminato degli embrioni anche per la ricerca, ma non è necessario essere religiosi per dirlo forse ci vuole solo buon senso. Penso però che bisogna essere liberi e che embrioni nati dal laboratorio e congelati si possano con le dovute regole usare per non doverli veramente buttare per nulla. Il religioso dice che il bene dell’uomo è sopra tutto. Allora perché Welby non ha potuto avere un funerale che chiedeva come cattolico e credente dopo tutte le sofferenze che ha dovuto patire nella sua vita? Ciascuno di noi ha una percezione del dolore diversa e l’intransigenza della religione talvolta rende incomprensibili questi episodi. Soprattutto la religione non può essere sempre sincera altrimenti verrebbero meno i suoi principi inviolabili. Quindi il problema a mio avviso non è se la religione o la scienza ha ragione o meno ma di ragionare in modo libero con la propria testa e per il bene di tutti senza pregiudizi o preconcetti.





permalink | inviato da il 5/2/2007 alle 15:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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